di Alessandro Litta ModignaniRispondendo a un lettore nella rubrica delle lettere sul Corriere della Sera di sabato scorso, Sergio Romano divaga per quattro colonne su Gianfranco Fini, sul suo percorso politico, sul discorso di insediamento alla Presidenza della Camera e altro ancora. Solo alla fine, nelle ultime 5 righe, è costretto infine a rispondere alla domanda che il lettore gli aveva posto. Il signor Lucio Scenna, insegnante di storia e filosofia in un liceo di Pescara, lamenta il fatto di essere considerato un cittadino pericoloso per la libertà in quanto sostenitore del relativismo etico. Lambasciatore Romano, con labilità maturata in tanti anni di carriera diplomatica, osserva semplicemente che il relativismo culturale, per quanto lo concerne, si chiama tolleranza.Ma come, osserva semplicemente ? Come sarebbe a dire, tolleranza ? Se davvero le cose stanno così, ciò significa che gli avversari del relativismo sono i fautori dellintolleranza. E proprio questo il pensiero di Sergio Romano ? Se egli, commentatore di ispirazione laica e liberale, davvero lo crede, dovrebbe scriverlo non nella rubrica delle lettere (in posizione quasi invisibile) bensì negli editoriali di prima pagina. Per essere coraggioso e coerente, Romano dovrebbe respingere con forza i quotidiani attacchi di Papa Benedetto XVI al relativismo, quali pericolosi semi di intolleranza gettati ogni giorno nella società italiana. Altro che indiscussa autorità spirituale dellOccidente, altro che guida spirituale della larghissima maggioranza del popolo italiano, come lo ha definito Fini.Se invece Romano si limita a confinare in poche righe la sua opinione su una delle questioni culturali cruciali del nostro tempo, evidentemente una ragione cè. Essa consiste nellestrema timidezza del pensiero laico e liberale in Italia, ma soprattutto nella sua debolezza politica.Laici in ginocchio è il felice titolo di un saggio di Carlo Augusto Viano, che descrive assai bene questa attitudine di una gran parte della nostra classe dirigente, anche di sinistra, subalterna alle gerarchie vaticane innanzitutto per mentalità, ancor prima che per fede religiosa. Non solo i cattolici liberali e i cattolici democratici sono sempre più rari: anche buona parte della cultura laica sembra rassegnata allegemonia dei religiosi sulla vita pubblica nazionale. Le eccezioni sono pochissime.Non è male ricordare che la legge sul divorzio portava anche la firma di un liberale, Antonio Baslini, che era solito raccontare divertito delle pressioni iniziali provenienti da Malagodi e dai suoi, affinché desistesse dai suoi insani propositi. I nostri elettori milanesi sono tutti cattolici, dicevano, non sarai più rieletto deputato. Il divorzio favorirà i comunisti. Ma Baslini non si lasciò intimidire. Ecco: del coraggio e della coerenza di un liberale come Antonio Baslini vi sarebbe un gran bisogno oggi nella politica italiana. Ma nellattuale classe dirigente non ve ne è quasi traccia.
Leggi la notizia completa dalla fonte ufficiale.
Radicali.it - Notizie
Nessun contributo presente!
Commenta questa notizia!
Inserisci un tuo commento o un contributo.
Termini di utilizzo. L'
utente, assumendosi piena responsabilità, accetta di
non inserire contenuti testuali, fotografici o video a sfondo
sessuale, razzista o diffamatorio e/o che possano ledere in
qualisiasi modo l' immagine di privati cittadini, aziende,
enti e/o di terze parti. Ogni indirizzo email viene memorizzato
contestualmente al proprio indirizzo IP. Giornaledizona.com
si riserva il diritto di rimuovere tutti i contributi ritenuti
non idonei o non costruttivi. I campi asteriscati sono obbligatori.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato e/o reso
visibile. Grazie!
Notizie di Viano!
Ultime notizie del comune di Viano.
Parte una nuova porzione della Torino del futur...
Viano (RE) Sagra del Tartufo Matildico
Notizie
del comune di Viano!