Milano, 1 set. Pornografia e violenza sono da sempre nella top ten dei contenuti piu' 'cliccati' su internet. Ma se a finire in video sono i volti di studenti minorenni allora sono guai seri.Se ne sono accorti recentemente i dirigenti di Google Italia, rinviati a giudizio dal tribunale di Milano per il video shock di 4 ragazzi che picchiavano un compagno down a scuola. Il filmato, apparso su Google Video nel novembre 2006, era sfuggito ai controlli del social network, controlli che solitamente bloccano la pubblicazione di video con contenuti illegali quali pornografia, violenza e minori.Ora i dirigenti del colosso Usa dovranno rispondere di diffamazione e violazione della privacy, reati perseguibili penalmente e aggravati dal fatto che i protagonisti del video erano tutti minorenni. Google non e' pero' la sola a dover fare i conti con le nuove frontiere del bullismo informatico: nell'occhio del ciclone sono finiti anche altri siti di social network come Libero Video e YouTube, luogo preferito dagli studenti che vogliono pubblicare le proprie performance.Sesso e violenza sono gli argomenti prediletti: basta qualche 'click' per trovare spogliarelli nei bagni, finti stupri, esibizione di nudi e perizomi, seguiti da veri e propri episodi di bullismo che ritraggono alunni malmenati dai compagni. Per la maggior parte si tratta di giochi un po' maliziosi, ma non sempre lo scherzo finisce bene. Appena un mese fa, una 16enne di Rovigo si e' sparata con la pistola del padre: il suo ex fidanzato aveva pubblicato su internet delle foto ose', scattate quando la ragazza aveva solo 14 anni. Su Google, invece, e' ancora online l'ormai celebre video della professoressa in perizoma, filmata mentre uno studente allungava tranquillamente le mani sul suo fondoschiena. Come lei anche una collega di Pordenone, sospesa dall'insegnamento per suo video spogliarello apparso su internet.Il confine tra controllo e censura diventa allora molto sottile, e i siti di social network vengono spinti dall'opinione pubblica e dalle istituzioni a un giro di vite sulla pubblicazione di video online. Sull'efficacia della censura ci sono pero' molti dubbi. Gli utenti che pubblicano contenuti illegali hanno infatti dalla loro parte il vantaggio dei numeri: contando le svariate migliaia di video caricate ogni giorno sul web, e' facile capire il motivo dei buchi nei sistemi di controllo dei siti. Controlli spesso tratti in inganno, magari da un video dal titolo fuorviante (foto indicativa d'archivio).Giampaolo Mannu
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