Milano, 30 giu. Da qualche giorno, Anna Ciriani ha ripreso la sua attivita' di insegnante. La professoressa era stata sospesa per circa 6 mesi a causa di alcuni filmati amatoriali diffusi durante la 'fiera del sesso' a Berlino. La misura preventiva era stata intrapresa dal Centro Servizi Amministrativi di Pordenone (ex Provveditorato agli Studi). Si e' conclusa la vicenda e la prof. ha deciso di 'rispondere' attraverso un commento pubblicato sul suo 'myspace' che riproponiamo integralmente:'Il 25 giugno sono stata riammessa nel mio ruolo di docente, dal preside che il 23 novembre mi aveva sospesa dalla scuola in cui insegnavo, cioe' il CTP, Centro Territoriale Permanente della Scuola Media di S. Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Il Consiglio di Disciplina del personale docente della scuola media di 1 and deg; grado, del Provveditorato di Pordenone (una commissione scolastica interna che ha giudicato il mio caso), mi ha irrogato la sanzione disciplinare di 6 mesi di sospensione dal servizio, che ho gia' scontato in quanto e' da 7 mesi che sono sospesa dal lavoro e la sanzione e' retroattiva.Premetto che nonostante il mio reintegro a scuola, sono rimasta profondamente delusa per una sanzione che trovo eccessiva, soprattutto se la paragono ad altri provvedimenti presi in occasione di episodi di cronaca, ben piu' gravi, con docenti che hanno commesso dei reati penali a scuola, accusati di pedofilia o atti osceni con i propri alunni, risolti nel silenzio, con sospensioni dal servizio anche molto brevi.' 'Ritengo ingiusto che io abbia pagato cosi' a lungo, per un fatto avvenuto nella mia vita privata e al di fuori del mio lavoro. Io, a scuola, sono sempre stata professionale e morigerata nel comportarmi e nel vestire.Agli studenti ho sempre trasmesso tutta la mia preparazione e la mia educazione. Ritengo che sia piu' nociva l'azione di un docente poco preparato o che toglie autostima e sicurezza ai ragazzi con il sarcasmo, la mancanza di sensibilita' o di obiettivita' di giudizio. Ai miei alunni non e' mai interessato cio' che faccio al di fuori delle mie ore di lavoro.Tuttora, quando mi incontrano, mi salutano con grande rispetto e gratitudine. Ho sempre cercato di insegnare la necessita' di un profondo rispetto per la liberta' altrui e la tolleranza nei confronti di tutti.''Quanto accaduto a Berlino esula da tutto questo, perche' riguarda esclusivamente la mia vita privata. Gli orientamenti e le scelte sessuali sono una questione che riguarda la vita privata dell'individuo.Ricordo gli articoli di legge 675 del 1996 e soprattutto il D.L. 196 del 2003 art. 22 comma 1che sancisce che un dipendente pubblico non puo' essere sospeso per gli atteggiamenti che riguardano la sua sfera sessuale.Ribadisco che non sono una pornostar, come riportato erroneamente da molti giornali che non conoscevano nulla della vicenda, e non sono stata io a immettere nel circuito internet i filmati o le foto che mi ritraevano.Penso di essere io l'unica vittima di tutta questa vicenda, che ha leso la mia dignita' di donna, di libera cittadina e la mia immagine professionale, in quanto i miei comportamenti privati non possono essere messi in discussione da nessuno, dal momento che non ho mai commesso alcun reato ne' a scuola ne' fuori, e dal momento che non sono stata io a rendere pubblici e a divulgare tali comportamenti.Non e' mai stata mia intenzione porre un grave pregiudizio all'immagine e al prestigio della scuola, ma ritengo che i comportamenti gravi siano altri e non quelli da me tenuti!''Io ho pagato per tutti!Se cosi' non e', allora spero che l'attuale Ministro della Pubblica Istruzione valuti la possibilita' di redigere un codice di comportamento nazionale, per gli insegnanti, da osservare al di fuori delle ore lavorative, nella loro vita privata. A volte il buon senso non e' sufficiente, poiche' per me puo' essere lecito che un docente vada in vacanza in un campo nudista o frequenti un club prive' (come molti docenti fanno regolarmente), mentre per altri potrebbe essere in contrasto con l'azione educativa.Ringrazio tutte le persone, stanche come me dell'ipocrisia e della falsa morale, che mi sono state vicine e mi hanno sostenuta, inviandomi migliaia di email, da ogni parte del mondo, di solidarieta' e stima.'
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