di ORLANDO ABIUSO* Polemiche per le parole del ministro Gelmini sulle scuole del Sud, dove "alcuni istituti abbassano la qualità dell'istruzione". Con questa dichiarazione ha provocato una sollevazione anche tra le file della sua maggioranza il ministro della pubblica istruzione , oltre che della gran parte degli insegnanti meridionali e non, che bocciano quelle parole di Mariastella Gelmini, la quale si è affrettata a ribattere di essere stata fraintesa quando ha parlato sabato sera a Cortina. Mi riferivo alle scuole, non agli insegnanti:"Mai detto che gli insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola italiana". La qualità dell'istruzione che intende il ministro è quella valutata dai test triennali Ocse Pisa( matematica, scienze,comprensione del testo) riservati ad un campione di quindicenni dei Paesi sviluppati. Test che hanno confinato gli alunni italiani più o meno agli ultimi posti. "Per colpa di alcune scuole del Sud ed in misura minore anche al Nord" rivela a denti stretti la Gelmini, in ansia per l'avvicinarsi della prossima sfida, divenuta un vero incubo per i recenti inquilini di viale Trastevere. Intanto se alcune scuole del Sud abbassano la qualità della scuola italiana, il ministro della pubblica istruzione prepara i "pannicelli caldi" per curare la malattia chiamata "Scuola del Sud": corsi intensivi non per gli alunni, ma per gli insegnanti delle regioni Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata. Il professor Roberto Vecchioni, cantautore, insegnante (in pensione) di greco e di latino a Milano, di origini napoletane, in una intervista al Corriere della Sera di ieri, ribalta con rabbia le parole del ministro Gelmini: " Al Sud, e li conosco personalmente, ci sono tanti insegnanti con i fiocchi che lavorano con grande passione...Come per tante altre situazioni, il meridione paga l'inadeguatezza delle sue strutture scolastiche, spesso fatiscenti, che minano le condizioni di studio offerto ai ragazzi". A parità di strumenti disponibili per educare la differenza fra docenti al Nord e quelli al Sud svanisce. A riprova di ciò la maggior parte del corpo docente in organico nelle scuole del Nord proviene, per emigrazione, dal Sud e lavora bene nelle strutture scolastiche moderne esistenti al Nord, con adeguati sussidi didattici e finanziamenti regionali per il diritto allo studio, in un ambiente socio-economico collaborante con l'azione educativa della scuola e degli insegnanti. I corsi di recupero per gli insegnanti del Sud sono frutto di una logica imprenditoriale, tipica del Nord. "La scuola non è un'azienda e non va trattata come tale- conclude l'ex professore napoletano-lombardo Vecchioni- Un insegnante se non mette prima di tutto il cuore nel suo lavoro, non è un buon docente. E il cuore, la passione per l'insegnamento non si imparano nei corsi di recupero". *insegnante elementare
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