Nel formaggio grattugiato finivano gli scarti. Prodotti scaduti o avariati, ma anche vermi ed escrementi di topo. Materiale destinato alla zootecnia, che veniva invece venduto ad aziende del settore lattiero caseario che li trasformavano in formaggio a fettine e grattugiato. E' lo scenario che la Guardia di Finanza di Cremona ha prospettato ai sostituti procuratori della Repubblica di Cremona e Piacenza, Francesco Messina e Antonio Colonna, al termine di un'indagine - di cui 'Repubblica' riferisce gli sviluppi - che nel tempo ha già portato a tre arresti e sette denunce a piede libero. Tre le aziende che, secondo le accuse, acquistavano il formaggio avariato per poi 'riciclarlo': la Delia di Monticelli d'Ongina (Piacenza), la Tra.De. di Cremona e la Megal di Novara. Trenta milioni di euro il presunto giro d'affari accertato in due anni di indagini dai militari delle Fiamme Gialle cremonesi, coordinati dal colonnello Mauro Santonastaso. Dodicimila tonnellate di merce ricevuta da...
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