Il rapporto tra scuola e democrazia è uno dei grandi temi del nuovo secolo ancora agli albori. Perché è un rapporto finora poco esplorato e assai giovane rispetto ad altre dualità politiche e sociali maggiormente collaudate e sperimentate nei sistemi democratici. Perché la democrazia è un meccanismo, uno strumento, una macchina che ambisce a migliorarsi e, se essa si va perfezionando nelle sue strutture e nelle sue regole, a maggior ragione ha urgente bisogno di ampliare il proprio raggio riformatore interno, altrimenti rischia di ripiegarsi su se stessa e di retrocedere verso modelli non-democratici. Il pericolo che da sempre corre la democrazia italiana, nel suo difficile cammino di ricerca e di ricostruzione, è quello di non riuscire a procedere oltre nel percorso di eterno perfezionamento a cui è votata per ragioni insite alla propria forma e alla propria struttura.La democrazia è un processo in movimento mentre il Potere per il Potere, tipico delle non-democrazie, è fermo, fisso, statico, immobile, bloccato. La democrazia, perciò, deve continuare a riformarsi al proprio interno altrimenti rischia di retrocedere e di perdere terreno rispetto a se stessa. La democrazia, insomma, se non ha la forza di rinnovarsi millimetro dopo millimetro e giorno per giorno, se smette di trasformarsi dallinterno e resta invece immobile davanti alle nuove sfide del terzo millennio, allora la democrazia nega se stessa e precipita in fretta verso una non-democrazia. Verso un luogo stantio, vecchio, consunto, consumato, becero. Come ora. Ci vorrebbe una scuola di pensiero, non la scuola dei fatti! Che spesso risultano vacui ed evanescenti o addirittura vuoti. Per questi e molti altri motivi, il futuro della nostra democrazia è legato a doppio filo con la scuola, con luniversità e con la ricerca. Per ragioni strutturali! E, trattandosi di un meccanismo, per motivi sostanziali. Insomma, la scuola è il nuovo possibile della democrazia. Il luogo dove la forza democratica può sperimentare se stessa, mettersi in discussione, districarsi dallimmobilismo imposto dal Potere o dai tagli inferti dallEconomicismo ideologico che la assoggetta alla ragion di Stato o di statistica. Attraverso la scuola, insomma, la democrazia può superarsi rinnovando i metodi e le regole. La scuola, infatti, è il luogo dove la democrazia si può perfezionare e, contemporaneamente, dove può tramandare il senso delle proprie regole insegnando a rispettarle, non a subirle e non a temerle. La paura è il sentimento che il Potere utilizza per opprimere i popoli e le masse. Abbiate coraggio!
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