Una scalata che mette fine alla breve vita dell'unica public company italiana, la Parmalat di Enrico Bondi nata sulle ceneri del maggiore crac finanziario italiano. E' l'ipotesi che gira da giorni fra giornali e sale operative. Per il momento non c'e' nulla di concreto ma che qualcosa stia accadendo e che il mercato ci stia credendo (o quanto meno speculando) e' nei numeri. Il titolo di Collecchio ha perso in un anno il 22% mentre in un mese ha riguadagnato il 21,35% con scambi spesso molto sopra la media. Anche oggi, nella piu' tipica seduta agostana, Parmalat ha chiuso con +0,26% a 1,893, euro, con gli scambi che hanno visto passare di mano 23,7 milioni di pezzi rispetto a una media di 17,3 milioni. Che la societa' sia scalabile e' nei fatti. Il flottante e' pari a circa l'80% e la liquidita' di cui dispone l'azienda grazie alle transazioni con le banche permetterebbero al fondo di turno di esercitare facilmente la leva anche in un momento come questo di stretta creditizia. Magari...
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