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Cortina d'Ampezzo, 29 ago. Anche in Italia 'c'e' un rallentamento dell'attivita' bancaria, se guardiamo l'erogazione dei nuovi mutui e di tutto il mondo del risparmio gestito'. Lo ha detto al PalaLexus di 'Cortina InConTra' l'amministratore delegato dell'UniCredit Group, Alessandro Profumo, prima del dibattito, moderato da Myrta Merlino (conduttrice Economix RaiTre) sul tema: 'Euro, 10 anni dopo' con Lorenzo Bini Smaghi (comitato esecutivo Bce), Massimo Giannini (direttore Affari and amp;Finanza, vicedirettore La Repubblica) e Enrico Cisnetto (editorialista, presidente Societa' Aperta). 'Un impatto sulla attivita' bancaria certamente c'e' ed e' diverso a seconda delle dimensioni delle banche. Noi, con l'operazione Capitalia, ha proseguito Profumo abbiamo dei risparmi di costi consistenti che compensano il rallentamento che c'e'' stato sul fronte dei ricavi. Stiamo anche prendendo quote di mercato perche' il mondo ex Capitalia sta accelerando parecchio nell'attivita' commerciale'. E sull'immediato futuro dell'economia italiana Profumo spiega: 'Certamente le prospettive sono meno brillanti rispetto a un anno fa. D'altra parte basta vedere i prezzi in Borsa'.Passando alla Germania, l'ad dell'UniCredit Group, ha continuato: 'l'economia tedesca ha diverse componenti. Ha una attivita' industriale molto forte che risente dell'andamento dell'euro, che in questo momento si sta ridimensionando, e i consumi interni sono particolarmente bassi per le ristrutturazioni che si stanno realizzando nel Paese'. Tuttavia 'noi non vediamo impatti sui nostri piani. Continuiamo a vedere un'attivita' del mondo corporate estremamente interessante'. 'Mi sembra che la compagnia si riduca in modo abbastanza consistente'. E' il giudizio espresso dall'ad di Unicredit Group, sull'operazione Alitalia. 'Continuo a ripetere ha proseguito quella che era la mia preoccupazione, cioe' che fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho piu'. Mi sembra di capire che non ce l'avro' nemmeno domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale. Tutto il resto non mi interessa'. In relazione alla partecipazione di Unicredit in Atlantia, Profumo ha rilevato che 'non e' una partecipazione strategica. Secondo me, oggi ha detto e' ampiamente sottovalutata'. 'Le banche italiane hanno commesso degli errori ma nel complesso non hanno fatto malissimo' - ha spiegato Profumo 'abbiamo fatto degli errori e ci sono degli spazi di miglioramento. Ma nel complesso non abbiamo fatto malissimo. E l'euro ci ha dato una mano molto importante. Per le imprese, poi, entrare nell'euro e' stato come smettere di prendere una droga, che era la svalutazione, per tornare ad essere sanamente competitivi a livello internazionale'. 'La tassa sull'euro? Non fu mai restituita e questo certamente ha inciso nella cattiva percezione della moneta unica che e' diffusa nell'opinione pubblica italiana ', ha detto Lorenzo Bini Smaghi, del comitato esecutivo Bce 'la tassa sull'euro non solo non fu mai restituita, ma ando' a finanziare la spesa pubblica. Cio' giustifica un certo risentimento da parte degli italiani'. 'O si cercano di capire i fattori sottostanti alle difficolta', oppure si dice and lsquo;la colpa e' dell'euro e si trova un inutile capro espiatorio, l'euro non sara' sostituito e non si va a fondo dei problemi veri'. 'Negli Usa ha ricordato Bini Smaghi questo e' stato il decennio di peggiore crescita da oltre 120 anni. Ma li' l'euro non c'e' e non gli si puo' dare la colpa; qui siamo soliti dargliela'. 'Il fatto e' ha aggiunto che alcuni prodotti sono aumentati molto piu' ed altri diminuiti. Ma la gente da' molta piu' importanza agli aumenti'. Secondo Bini Smaghi, 'l'euro ha invece portato stabilita'. Si puo' andare all'estero ha detto ancora senza sentirsi poveri come con la Lira nei momenti di crisi'. La priorita', per la Banca centrale europea, fissata dal trattato di Lisbona sottoscritto da tutti i paesi interessati, e' il mantenimento della stabilita' dei prezzi e per far questo, i tassi attuali sono adeguati. Bini Smaghi respinge le critiche alla scelta di non abbassare i tassi, avanzate anche da alcuni importanti capi di Stati (Zapatero e Sarkozy, in particolare), 'l'esperienza degli ultimi 30 e passa anni ha ricordato il banchiere dimostra che chi ha l'inflazione piu' alta non ha una crescita maggiore. In molti, anche negli Stati Uniti, criticano la politica monetaria della Fed: loro hanno un'inflazione al 6 perc. ma la nostra e' al 4 perc. ed e' gia' troppo alta. Bisogna ridurla e noi della Bce stiamo facendo di tutto per farlo. Abbiamo uno strumento limitato, quello del tasso di interesse: ma non mi sembra che i tassi al 4,25 perc. o al 4,5 perc. siano cosi' alti. Se i governi ci criticano, avrebbero dovuto cambiare il trattato e non firmarlo come hanno fatto un anno fa, chiedendoci di assicurare la stabilita' dei prezzi'.
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