In questi giorni si commemora a Praga il 40° anniversario dellinvasione sovietica della Cecoslovacchia ordinata da Leonid Breznev per stroncare la Primavera di Praga promossa da Alexander Dubcek. La cerimonia ufficiale si è svolta al Castello nel pomeriggio del 21 agosto, alla presenza del corpo diplomatico. Per i cittadini il punto focale della rievocazione era invece in Piazza San Venceslao dove, davanti alla statua equestre del santo principe di Boemia, una mostra fotografica riproponeva per i cittadini sotto i 45 anni le immagini di quelle drammatiche giornate del 1968. Dietro la statua, su un pannello continuo addossato ai muri di sostegno delle scalinate che portano al Museo Nazionale, erano incollati manifesti, documenti, volantini, disegni, caricature, ed erano riprodotte le scritte e gli slogan più ricorrenti in quei giorni sui muri di Praga. Davanti al muro finto, un vero carro armato T34 sovietico con un mazzo di rose nella bocca del cannone e con tanto di registrazione del rombo del suo motore in accelerazione,.Qui domenica 24, nel primo pomeriggio, i radicali nonviolenti transnazionali Alexandre De Perlinghi e Lucio Bertè hanno affisso sul pannello tra gli altri documenti, dopo aver convinto il poliziotto di guardia, un volantone con il comunicato in inglese dellazione nonviolenta di Marco Pannella e di altri militanti radicali a Sofia nel settembre 1968 (nellambito di una iniziativa promossa con la War Resisters International), il comunicato dellazione del Partito Radicale Transnazionale di volantinaggio in quattro città della Cecoslovacchia dal 16 al 18 agosto 1988 e il comunicato e la foto della manifestazione radicale del 18 agosto 1988 quando in Piazza San Venceslao fu aperto per dieci minuti uno striscione di venti metri con al centro un grande carro armato T34 con fiori multicolori attorno alla bocca del cannone, le date 1968-1988 e le scritte in lingua slava Insieme per la democrazia,Esercito sovietico vattene a casa, Diritti civili, Libertà per i prigionieri politici. A reggere lo striscione : George Van Gassen, Antonio Lalli, Vincenzo Donvito, Paola Caravaggi, Lucio Bertè, Andrea Tamburi, Giuseppe Lorenzi, Begonia Rodriguez, Jean Luc Robert. Un secondo striscione di dieci metri era stato calato da Giovanni Negri e Gabriele Paci dalla base della statua con la scritta SVOBODA, libertà.Lucio Bertè, autore materiale degli striscioni e del sistema di apertura rapida, e Alexandre De Perlinghi, autore del filmato dellazione che fece il giro del mondo, si sono intrattenuti a lungo a parlare con i cittadini e con i numerosi turisti, e si sono fatti fotografare davanti al carro armato da Francesca Mercurio, terza partecipante alla manifestazione. Lucio da Milano, e Alexandre da Londra, si sono trovati a Praga senza appuntamento, ma non per caso.Per informazioni: Lucio Bertè 393381155520
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