Milano, 23 lug. - Parla davanti ai magistrati l'ex presidente di Telecom Tronchetti Provera, sentito come testimone nell'ambito dell'inchiesta sui dossier illeciti e affronta temi scottanti come i suoi rapporti con Tavaroli e le presunte tangenti che vedono coinvolti esponenti del Pd.Giuliano Tavaroli, l'ex capo della Security di Telecom al centro dell'inchiesta milanese sui dossier illeciti, 'non e' mai stato un mio riporto diretto'. E' quanto afferma Marco Tronchetti Provera, sentito come testimone dai magistrati milanesi lo scorso 27 giugno. 'Tavaroli chiarisce Tronchetti Provera prima dipendeva dal dottor Castagna. Quando il dottor Castagna ha lasciato l'incarico, il signor Tavaroli ha iniziato a dipendere direttamente dal dottor Buora. Non e' mai stato mio riposto diretto... Solo in casi specifici, se era una cosa di importanza generale dell'azienda che mi riguardava direttamente come presidente della societa' specifica Tronchetti Provera il signor Tavaroli si rivolgeva direttamente a me'.L'ex presidente di Pirelli ha poi raccontato ai magistrati come il rapporto con Tavaroli si interruppe quando lui stesso venne a conoscenza degli ammanchi tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006. Tronchetti Provera riferisce di aver saputo 'che c'era stata una richiesta di documenti allegati ala fatturazione di un fornitore, che credo fosse Cipriani (indagato anche lui nell'inchiesta condotta a Milano, ndr) e all'interno non figurava la documentazione...Feci rientrare dalla Romania Tavaroli. Era la prima volta che veramente comincia ad avere la sensazione che qualcosa non andava davvero'.Il manager, sempre in veste di testimone davanti ai magistrati milanesi, riferisce inoltre di non aver mai avuto 'nessun interesse ad avere informazioni ' su Oak Fund, il presunto conto estero che Tavaroli indica nella disponibilita' di altissimi dirigenti Ds, tra cui Fassino, e la cui esistenza e' stata seccamente smentita dagli interessati. 'In quella occasione, quando lui mi parlo' di Oak Fund, credo, anzi, sono abbastanza convinto che gli ricordai in termini molto fermi quale era stato l'atteggiamento su Telekom Serbia e in generale quale era la linea: se c'e' qualcosa la si porta alla magistratura '. L'ex capo Telecom riferisce poi che Tavaroli gli disse esplicitamente che Oak Fund si riferiva a un partito politico. ' 'Lo disse esplicitamente - spiega Tronchetti pero' disse che lui aveva la possibilita' di accesso, non mi disse che aveva della documentazione, come al solito. Lui ogni tanto entrava nel mio ufficio, faceva dei discorsi come dire 'Io tutelo l'azienda', io dico 'Guardi, sono le chiacchiere da bar di Roma'. Succedeva una volta ogni 45 mesi che si piazzava nella mia segreteria, poi entrava, stava pochissimi minuti dicendo 'Certi ambienti sono contro', insomma cose di questo genere, dico 'Guardi, lasci perdere', ma erano cose rapidissime, proprio flash senza mai un seguito, senza un foglio di carta, senza niente '.
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