WASHINGTON - Unemorragia che non si riesce a tamponare. Ormai è sempre più caduta libera e profondo rosso con indici che segnano nuovi minimi storici, a causa anche di un effetto domino che finisce per fare sprofondare i mercati europei e di rimando portare a nuovi storici ribassi i titoli di New York anche se alla fine la Borsa Usa tiene. È soprattutto la certezza che l'economia mondiale stia cedendo il passo alla recessione a spingere gli investitori a vendere e a nulla servono le rassicurazioni e gli appelli di politici e presidenti a non cedere all'allarmismo. La paura al momento prevale sulla fiducia nella massa di interventi intrapresi a Washington e a Bruxelles e la settimana internazionale delle Borse che si è conclusa verrà ricordata come la peggiore dagli anni '30. Il Dow Jones è andato subito sotto gli ottomila punti e la reazione alle parole del presidente Bush («uscire dalla crisi») è stata talmente dubbiosa che a due ore dalla chiusura l'indice perdeva il 6,72% con il Nasdaq a -5,91%. A soffrire sono state tutte le borse del Vecchio Continente, protagoniste di un'altra seduta da brividi. Ieri sono stati bruciati quasi 400 miliardi di capitalizzazione con Londra che ha chiuso a -8,85% (il più forte ribasso in un giorno dopo quello del lunedì nero del 1987), Francoforte a -7.01% e Parigi a -7,73%.Alle pagine 2 e 3
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