Nessun commento ulteriore merita l'atteggiamento di offesa di servitori dello Stato non più fra noi". Lo scrivono i magistrati commentando le parole pronunciate dal boss ergastolano di Ribera, Simone Capizzi, sul pm Luca Crescente (morto d'infarto nel 2003 n.d.r.). Frasi intercettate in carcere dagli investigatori e riportate nel provvedimento cautelare emesso dalla dda nei confronti di 33 presunti mafiosi dell'agrigentino. "Capizzi - scrivono i magistrati - é fermamente convinto che le vicissitudini giudiziarie che lo coinvolgono insieme alla sua famiglia siano dovute a precise 'macchinazioni' messe in atto dal pm Luca Crescente, avvalsosi di vari pentiti ai quali avrebbe suggerito, tra l'altro, su quali soggetti far ricadere le accuse". Affermazioni che i magistrati stigmatizzano scrivendo nel provvedimento cautelare emesso dalla dda che appunto il pm scomparso fu un "servitore dello Stato". "La figura limpida e integerrima di un...
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