In meno di due ore il capomafia agrigentino Vincenzo Licata ha 'incassato', in due diversi dibattimenti, due condanne all'ergastolo per omicidio. Processato per la morte dei boss di Canicattì e Favara Antonio Di Caro e Antonio Costanza, uccisi nel 1995 durante la guerra tra Stidda e Cosa nostra, Licata è stato condannato al carcere a vita dal gup di Palermo Sergio Ziino. Poche ore prima un altro giudice palermitano, Mario Conte, gli aveva inflitto l'ergastolo per l'uccisione di Salvatore e Giovanni Restivo Pantalone, Salvatore Sole e Antonio Caravasso. Ad accusare Licata del duplice delitto sono stati i pentiti Maurizio Di Gati, Luigi Putrone e Giovanni Brusca. Carcere a vita anche per il coimputato, Arturo Messina, che, però, nel processo celebrato dal gup Conte era stato assolto. Due condanne all'ergastolo e pene per oltre 78 anni sono state inflitte dal gup di Palermo, Mario Conte, nei confronti di 14 presunti appartenenti alle cosche agrigentine, accusate a...
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